Meno operatori non significa meno tutela. Significa più tutela. Concedete la frase alla redazione.

Il 13 novembre 2025 è entrato in vigore il nuovo regime concessorio per il gioco a distanza in Italia. ADM ha assegnato 46 concessioni e ridotto i domini autorizzati a 52. Prima erano oltre quattrocento. Questo articolo legge cosa cambia sul piano regolatorio, fiscale e operativo — e cosa significa, in modo specifico e verificabile, per chi siede dalla parte del giocatore italiano.

Perché ADM ha ridotto da oltre 400 portali a 52 siti legali?

Perché il vecchio regime confondeva il mercato. La concessione singola poteva essere franchigiata in regime skin a decine di marchi diversi. Il risultato era un panorama di oltre quattrocento domini, molti dei quali graficamente indistinguibili e operativamente vuoti — gusci di marketing appoggiati alla licenza di un terzo, con responsabilità verso il giocatore disperse lungo una catena commerciale opaca che il regolatore faticava a tracciare in caso di contestazione.

Il nuovo quadro vincola ogni concessione a un dominio ufficiale unico. Quarantasei operatori. Cinquantadue siti — perché alcuni concessionari detengono più tipologie di licenza, scommesse sportive e casino, e mantengono domini distinti. La riduzione non è punitiva. È architetturale.

Va concesso un punto agli avversari della riforma: il vecchio modello permetteva una pluralità di marchi che il consumatore italiano percepiva come scelta concreta. La redazione lo riconosce. Ma quella pluralità era spesso facciata.

Cosa prevede esattamente la Determinazione ADM del 13 novembre 2025?

Prevede un regime concessorio della durata di nove anni. Ogni concessione attribuisce a un soggetto giuridico il diritto di operare un singolo sito autorizzato. La data ultima per l'attivazione operativa è fissata a maggio 2026 — chi non risulta operativo entro quella scadenza perde il titolo, senza possibilità di proroga tecnica come avveniva nel regime precedente, sostanzialmente prorogato per anni in attesa di una riforma strutturale che è arrivata solo nel 2025.

Il provvedimento è il primo riassetto strutturale del segmento online dal regime concessorio del 2018. Sostituisce il sistema di proroghe che aveva tenuto in piedi le vecchie autorizzazioni. Definisce inoltre i requisiti di capitale, di esperienza pregressa e di sostanza economica che un candidato deve dimostrare per accedere.

Per confronto sistemico, il registro pubblico britannico conta 268 concessionari online — un numero molto superiore ma su una giurisdizione storicamente più permissiva all'ingresso. Italia e Regno Unito hanno scelto traiettorie opposte sulla densità dei titoli.

Quanto costa davvero una concessione ADM nel 2026?

Costa sette milioni di euro a titolo di canone di accesso. Per concessione singola. Pagati ad ADM all'atto del rilascio del titolo.

A questo costo iniziale si aggiungono il canone annuale del tre per cento sul margine netto del gioco (NGR), l'obbligo di destinare lo 0,2 per cento del fatturato a iniziative di gioco responsabile, e il prelievo fiscale sul margine lordo del gioco di cui si dirà nella sezione dedicata alla fiscalità. La soglia patrimoniale richiesta per la candidatura è di ulteriori tre milioni di euro di ricavi da gioco maturati nei due esercizi precedenti.

Il numero filtra. È deliberatamente alto. Sette milioni più i parametri di esperienza escludono dal mercato italiano qualunque operatore privo di una struttura industriale consolidata. La presenza di gruppi come Flutter Entertainment, che possiede Sisal e i cui dati di esercizio sono pubblicati nel centro risultati ufficiale, conferma quale tipo di profilo patrimoniale serve per giocare in questo campo.

Cos'è il modello skin e perché è stato vietato?

Era il meccanismo per cui un concessionario poteva concedere in uso la propria licenza a operatori terzi. Questi ultimi mettevano in piedi il marchio, il sito, la grafica e le campagne di acquisizione — ma giocavano sotto la copertura legale di una concessione che non era loro. Il giocatore italiano scommetteva su "MarchioX" senza sapere che dietro c'era "ConcessionarioY", con tutte le conseguenze sulla riconducibilità della responsabilità verso l'utente.

Il problema regolatorio era duplice. Primo: la responsabilità legale (controversie, blocchi conto, antiriciclaggio) restava in capo al concessionario, che però non gestiva il rapporto. Secondo: la riconducibilità delle infrazioni — pubblicità irregolare, violazioni del Decreto Dignità, irregolarità sui bonus — diventava difficile da tracciare lungo la filiera.

Dal 13 novembre 2025 ogni concessionario opera un solo sito ufficiale. Le precedenti sub-licenze in regime skin sono state lasciate scadere senza rinnovo. Effetto prevedibile: molti marchi commerciali noti scompariranno dall'orizzonte del giocatore italiano nel corso del 2026.

Quali requisiti deve dimostrare un operatore per ottenere la concessione?

Tre requisiti, cumulativi e verificabili. Forma giuridica di società di capitali con sede nello Spazio Economico Europeo. Esperienza documentata di almeno due anni nell'erogazione di servizi online sottoposti a un quadro regolatorio analogo. Ricavi da gioco di almeno tre milioni di euro nei due esercizi precedenti alla candidatura, certificati da bilanci depositati.

Questa griglia filtra in modo selettivo. Esclude le start-up. Esclude le società di scopo costituite ad hoc per partecipare al bando. Esclude le strutture extra-UE che non abbiano una controllata europea con presenza sostanziale e continuità operativa. L'effetto pratico è una concentrazione del mercato verso gruppi industriali consolidati — fatto che la redazione segnala senza giudicarlo, perché era esattamente l'esito perseguito dal legislatore.

Per confronto, l'autorità tedesca Gemeinsame Glücksspielbehörde der Länder applica criteri di accesso patrimonialmente diversi ma orientati allo stesso fine: ridurre la frammentazione operativa attraverso requisiti che selezionano in entrata.

Come cambia la fiscalità per i concessionari ADM dal 2026?

Il prelievo sul margine lordo di gioco è del 24,5 per cento per le scommesse e del 25,5 per cento per casino e giochi di abilità. A questi si aggiunge il canone del 3 per cento sul NGR e lo 0,2 per cento destinato al gioco responsabile. La fiscalità complessiva sul concessionario, sommando i tre prelievi, si colloca strutturalmente sopra il trenta per cento del NGR — un livello che in nessuna giurisdizione UE viene definito leggero.

Questo dato incide sull'operatività. I margini compressi spingono i concessionari verso l'efficienza tecnologica e verso la concentrazione di volumi su pochi marchi di punta. Spiega anche, indirettamente, perché il modello skin diventasse anti-economico oltre che anti-regolatorio: la condivisione di una licenza pesava sui margini di entrambe le parti senza apportare valore distinguibile.

Il livello del prelievo è simile a quello adottato in Portogallo, dove il casino online è tassato al 25 per cento e le scommesse in fascia tra l'8 e il 16 per cento sulla movimentazione complessiva.

Il Decreto Dignità del 2018 resta in vigore con il nuovo regime?

Sì. L'articolo 9 del D.L. 87/2018, convertito con modificazioni dalla L. 96/2018, vieta qualunque forma di pubblicità, anche indiretta, relativa a giochi o scommesse con vincite in denaro. Il divieto non è stato toccato dalla nuova Determinazione del novembre 2025. Coesistono due testi normativi: uno che assegna le nuove concessioni, uno che vieta qualunque comunicazione promozionale agli operatori così legittimati.

Qui sta una contraddizione apparente che vale la pena sciogliere. La Determinazione del 2025 riconosce ai concessionari il diritto di operare. La L. 96/2018 vieta loro di comunicare quel diritto al pubblico in forma promozionale. Entrambe le norme restano pienamente operative — la prima abilita l'esercizio, la seconda vincola il modo in cui l'esercizio può essere reso visibile al consumatore italiano.

Risultato concreto: un concessionario ADM 2026 può legittimamente operare, ma non può promuovere il sito tramite campagne pubblicitarie, sponsorizzazioni sportive (con eccezioni residuali) o affiliazioni che si configurino come pubblicità. L'unica visibilità ammessa resta quella informativa.

Cosa significa SPID/CIE obbligatorio per l'identità del giocatore?

Significa che l'apertura del conto di gioco passa obbligatoriamente attraverso un'identità digitale forte. SPID o Carta d'Identità Elettronica. Niente onboarding semplificato. Niente verifica posticipata.

Questo allinea l'onboarding del gioco regolamentato italiano allo standard di identificazione della pubblica amministrazione. Riduce a zero, sul piano legale, l'apertura di conti con identità fittizie o documenti falsificati — chi tenta di farlo si scontra con un'autenticazione che non è gestita dall'operatore ma da un provider certificato esterno alla filiera commerciale del concessionario, con tutti i controlli di sicurezza informatica che lo SPID ha consolidato negli ultimi anni.

L'effetto operativo è importante per la disciplina del giocatore. Identità unica. Conto unico per ogni concessionario. Segnalazioni di gioco patologico trasmissibili in modo univoco al Registro Unico degli Auto-Esclusi. È un'infrastruttura più severa di quella di molte giurisdizioni occidentali, e va detto chiaramente: su questo punto specifico il sistema italiano è obiettivamente avanti.

Come si verifica se un sito è realmente autorizzato ADM dal 2026?

Si verifica controllando il dominio sull'elenco pubblico dei concessionari ADM. La concessione è legata al singolo dominio. Qualunque sito non presente nell'elenco aggiornato post-13 novembre 2025 è, per definizione regolatoria, un sito non autorizzato in Italia.

Il giocatore deve diffidare di tre situazioni concrete. Domini che richiamano marchi storici ma con estensione diversa (.com invece di .it, sotto-domini sospetti). Siti che mostrano il logo ADM in modo prominente ma non riportano il numero di concessione associato. Siti che accettano carte italiane e parlano italiano ma operano su licenza Malta, Curaçao o Gibilterra senza alcuna concessione italiana sottostante che ne legittimi l'esercizio sul territorio nazionale.

Il logo non è una prova. Il numero di concessione, verificato a fronte del registro ufficiale, lo è. La concessione di un operatore extra-italiano in giurisdizione UE non sostituisce la concessione ADM. Per dati globali di mercato il riferimento di settore è il monitor pubblicato da H2 Gambling Capital.

Quali operatori storici sono confermati nel nuovo registro?

Sono confermati i nomi che il giocatore italiano già conosce. Snaitech, di proprietà italiana, presente storicamente nel segmento scommesse. Sisal, parte del gruppo Flutter Entertainment dal 2022. Lottomatica, già IGT Italy, oggi quotata a Milano. Eurobet, marchio italiano del gruppo Entain. Betclic Italia. Goldbet.

La presenza di questi operatori nel nuovo regime non è una novità — è la conferma che la riforma del 2025 non ha riscritto la geografia del mercato italiano. Ha eliminato il sottostrato delle skin, dei sub-marchi e degli operatori marginali. I grandi gruppi consolidati restano. La barriera dei sette milioni di euro per concessione, sommata ai requisiti patrimoniali e di esperienza pregressa, premia esattamente la dimensione che questi operatori già possedevano da anni nel mercato.

Per il giocatore questo si traduce in una semplificazione cognitiva: il numero di marchi tra cui scegliere si riduce, ma ogni marchio che resta ha attraversato un filtro patrimoniale e operativo significativamente più stretto. La conformità diventa, almeno sul piano formale, una funzione del titolo posseduto e non più una variabile distribuita lungo una catena commerciale opaca.

Quarantasei concessioni assegnate. Cinquantadue domini autorizzati. Sette milioni di euro a titolo di canone iniziale per ciascuna. Il dato è pubblico.

FAQ

Quanti concessionari ADM sono stati autorizzati nel nuovo regime del 2025?

Quarantasei concessionari, per un totale di 52 domini autorizzati. La differenza tra i due numeri si spiega con il fatto che alcuni operatori detengono titoli per più tipologie di gioco e mantengono domini distinti per ciascuna. Tutti i titoli hanno durata di nove anni e devono risultare operativi entro maggio 2026 — chi non attiva l'esercizio entro quel termine perde la concessione. Il dato è verificabile sull'elenco pubblico ADM aggiornato dopo il 13 novembre 2025.

Posso ancora giocare su siti con licenza Malta o Curaçao dall'Italia?

Sul piano regolatorio italiano no. La concessione MGA o di altra giurisdizione UE non legittima l'esercizio del gioco a distanza sul territorio italiano in assenza di concessione ADM. I siti privi di concessione ADM sono soggetti a inibizione tramite il sistema di blocco dei domini gestito dall'autorità. Il giocatore non commette un reato individuale, ma opera fuori dalle tutele del sistema italiano: nessuna applicabilità del Registro Unico degli Auto-Esclusi, nessuna risoluzione formale delle controversie, nessuna garanzia sui depositi.

Quanto costa davvero la nuova concessione ADM per un operatore?

Sette milioni di euro a titolo di canone iniziale per ciascuna concessione. A questo si sommano il prelievo del 24,5 per cento sul margine lordo per scommesse, del 25,5 per cento per casino e giochi di abilità, il canone del 3 per cento sul margine netto e l'obbligo dello 0,2 per cento del fatturato in iniziative di gioco responsabile. Il costo strutturale d'ingresso esclude di fatto i candidati senza una base patrimoniale industriale documentata su almeno due esercizi precedenti.

Il Decreto Dignità del 2018 vieta davvero tutta la pubblicità del gioco?

L'articolo 9 del D.L. 87/2018, convertito dalla L. 96/2018, vieta qualunque forma di pubblicità diretta o indiretta relativa a giochi o scommesse con vincite in denaro. Il divieto si applica a sponsorizzazioni sportive (salvo eccezioni residuali), pubblicità televisive, radiofoniche, su stampa e online, comprese le forme di marketing di affiliazione che si configurino come comunicazione promozionale. La Determinazione del novembre 2025 non ha modificato questo quadro: il divieto resta integralmente in vigore.

Cosa succede ai marchi che operavano in regime skin dopo il 13 novembre 2025?

Cessano l'esercizio sul mercato italiano. Il modello skin — in cui un operatore terzo gestiva un marchio commerciale sotto la copertura legale della concessione altrui — non è stato rinnovato. I conti gioco aperti su questi marchi vengono gestiti secondo procedure di chiusura ordinata previste dal regolatore, con trasferimento dei saldi attivi e comunicazione preventiva all'utente. Per il giocatore questo si traduce in una riduzione dei marchi commerciali familiari nel corso del 2026.

SPID o CIE sono davvero obbligatori per aprire un nuovo conto gioco?

Sì. L'identità digitale forte è richiesta per l'onboarding presso qualunque concessionario ADM operante sotto il nuovo regime. La verifica non è più gestita dall'operatore con caricamento documenti e approvazione manuale, ma viene delegata al provider di identità certificato esterno. Questo elimina sul piano formale la possibilità di aprire conti con documenti falsificati o identità fittizie, e abilita un censimento univoco del giocatore tra concessionari diversi ai fini del Registro Unico degli Auto-Esclusi.

Come faccio a verificare che un sito sia realmente autorizzato ADM?

Si controlla il dominio sull'elenco pubblico aggiornato dei concessionari ADM. Il numero di concessione deve essere presente in chiaro sul sito e corrispondere al titolare registrato. Il logo ADM apposto senza riferimento al numero di concessione non è una prova sufficiente. Anche le certificazioni tecniche aggiuntive — come quelle rilasciate da Gaming Laboratories International per la verifica degli RNG — sono complementari ma non sostituiscono in alcun modo la verifica del titolo ADM sul registro ufficiale.